giovedì 10 dicembre 2009

Stefano Benni – Asino chi non legge

“Nella mia lunga carriera di bambino, di scrittore, di visitatore di scuole, di insegnante, molto raramente ho incontrato bambini che non avessero voglia di leggere, scrivere, inventare.
Per far passare la voglia di leggere a un bambino ci vuole un adulto (genitore, maestro, creatura televisiva, amico di famiglia) il quale abbia voglia di far passare la voglia di leggere ai bambini. Spero di non diventare mai uno di questi adulti.
Nel mio mondo di scrittore i bambini-lettori sono molto importanti.
So di averne. E ciò mi rallegra.
A loro è dedicata questa piccola istigazione alla lettura”.


 A

mercoledì 9 dicembre 2009

Agenzia Nazionale Beni Confiscati

"SI all'Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu' efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d'uso ma ribadiamo il No alla vendita dei beni confiscati alle mafie. L'emendamento in discussione alla Camera mette in discussione il principio etico, culturale e simbolico sancito della legge Rognoni-La Torre: il bene confiscato e riutilizzato è un bene condiviso dalla collettività e non un bene esclusivo".

In una nota Luigi Ciotti, presidente di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie commenta le dichiarazioni del Ministro Maroni sulla necessità dell'Agenzia Nazionale sui Beni confiscati.

"L'Agenzia Nazionale era una richiesta di Libera già avanzata nel novembre 2006 e ribadita anche dal CNEL e dell'ultima Commissione Parlamentare Antimafia, ma - prosegue il presidente di Libera - è importante accompagnarla con ulteriori provvedimenti: un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo - conclude Don Luigi Ciotti di Libera - che venga data concreta attuazione alla norma approvata
nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu' nulla".

"Divertente"

Ah ah ah ... ho appena sentito questa amenità al tg3 "I rapporti con il Vaticano sono sempre stati buoni, anche perchè la Lega interpreta certi valori" uh ah ah uh ah ah ah!!! 
Povero Gesù!

Ma si può?



Mi cadono le braccia ...

Ho capito che non si studia educazione civica a scuola, ho capito che siamo davvero messi male, ho capito che non leggiamo, figurati la Costituzione, ho capito che certi personaggi pseudo politici facciano più audience (se si scrive così) di altri, e ho capito pure che la Costituzione ha quel bell’articolo 21 che dà a tutti il diritto alla parola, MA NON SI PUO’ INVITARE QUELLA IDIOTA DELLA SANTANCHE’ A PARLARE DI CARCERE, VI PARE MAI POSSIBILE CHE IO MI DEVO SENTIR DIRE QUELLE STRONZATE (scusate la volgarità ma ci vuole proprio) DA UNA RIFATTA DEL GENERE? OH MAMMA MIA, COME MI SONO INCAVOLATA IERI SERA, NON SI POTEVA REGGERE, NON AVEVO SONNA MA SONO DOVUTA ANDARE A LETTO PER NON INNERVOSIRMI ANCORA DI PIU’!!!
Forse lei come un po’ di italiani non hanno letto l’articolo 27

art 27 
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e DEVONO TENDERE ALLA RIEDUCAZIONE DEL CONDANNATO!

Se si intende questo per certezza della pena allora sono d’accordo anche io, ma se la pena è vivere dove ci sono 1300 persone in più del previsto (come a Poggioreale) allora non mi pare che si rispetti questo articolino!
Se il taglio dei fondi fa sì che da 10 che lavoravano, ora possono in 3 (sempre a Poggioreale) allora dov’è la rieducazione, se è vero che il lavoro nobilita l’uomo?!?
Perché si deve essere scorretti intellettualmente e dire che l’indulto (e qui non dico se sono d’accordo o meno con quel provvedimento) non è servito a nulla perché ne sono usciti 23000 e ne sono entrati 60000 – SE NEL FRATTEMPO AVETE INSERITO NUOVI REATI COME QUELLO “CIVILISSIMO” DI CLANDESTINITA’?!?

E poi si può mai dire che la soluzione e rimandare a casa tutti quegli immigrati  che ci sono nelle carceri? Si li mandiamo in Libia dove li trattano benissimo? … Uh ma già lo abbiamo fatto, CHE CARINI CHE SIAMO!!!

E ritorniamo a sta cacchio di certezza della pena così male interpretata e anche al fatto che “BISOGNA CHE STIANO IN CARCERE, PER LA SICUREZZA ”
f6520e93f659952339958034f57b0f0e
”Il sistema carcerario continua a considerare la chiave il simbolo della sicurezza, ma più sono le mandate, più sale la recidiva. Ha rinunciato al cambiamento. Dai prigionieri pretende redenzioni miracolistiche, ma non fa alcuna revisione critica su se stesso, sulla propria cultura e sul proprio modo di operare.”
Non lo dico io ma Lucia Castellano e Donatella Stasio in Diritti e Castighi. Storie di umanità cancellata in carcere (ed Il Saggiatore)
Donatella Stasio è una giornalista e Lucia Castellano non è l’ultima cretina (come la Daniela) ma la direttrice del penitenziario di Bollate – uno dei più civili d’Italia.
E non crediate che io non sia dalla parte delle vittime, perché oi in Italia c’è questa pessima abitudine di non accettare che si possa pensare anche ai diritti umani di chi ha commesso dei reati che subito si viene accusati di non pensare alle vittime!!!

Ora vi lascio, ma sto pensando di mandare il libro in regalo a quella ignorante schifosa, che cavalca le paure della gente che è la Santanchè che ha pure detto che sono i detenuti che non vogliono lavorare e che in fin dei conti 4 € (spero all’ora, almeno)   che gli danno per lavorare non sono poi mica male (lei che quanti ne prende per fare male il suo lavoro in Parlamento?!?).

Scusate ma sono proprio arrabbiata!!!

ps foto di Erik Johansson

martedì 8 dicembre 2009

Bel ponte

Monica, la seconda del trio, è venuta a Milano, dal 3 fino a stamattina, ha approfittato del ponte, peccato che Anti non sia potuta salire, altrimenti saremmo state proprio tutte qui, considerato, che anche Ale, la quarta (ve la ricordate?) è stata qui un pomeriggio!
DSC00782

Ne abbiamo approfittato per un po’ di giri “cultural-spesistici”, tra una mostra e una bancarella è stato proprio un bel ponte (e vorrei precisare a quella pseudo giornalista di quel pseudo tg che è Studio Aperto che si chiama al massimo ponte dell’Immacolata, non di Sant’Ambrogio che, con tutto il rispetto, è meno importante!!!).
Io ho comprato un bel cappello, ora non ridete a veder la foto, ma questa è!


DSC00803 

DSC00807
Non si vede bene, ma è viola e di lana cotta, l’ho anche usato, molto caldo e, come mi insegna Moni, igroscopico. Gli oh bej oh bej, insomma, sono stati fruttuosi!
image
Sono stata anche al mercatino sul cavalcavia Bussa, si dovranno organizzare meglio e con maggior anticipo l’anno prossimo, ma considerato che non hanno avuto molto tempo, va bene così, tutto sommato. C’erano delle cose davvero carine … non mi piacciono tutte quegli stand con funghetti e aggeggi per il fumo, una cultura che non mi appartiene, ma insomma son scelte!

E poi accanto allo shopping c’è stata la possibilità di vedere delle meraviglie come il San Giovanni di Leonardo, a
Palazzo Marino – non abbiamo neanche fatto una fila esagerata 
image
e il
Cenacolo, gratuito, in occasione di Sant’Ambrogio (dopo 2  ore di fila, ma ne valeva la pena).

Interessante è anche la mostra “
Antenate di Venere” nella Sala Sforzesca, al Castello, con tutte ste divinità un po’ culone, se mi passate il termine
DSC00791
altro che questi modelli contemporanei, ih ih!
DSC00799

Il Castello di sera è davvero meraviglioso, non c’è da eccepire.
E ne vogliamo parlare di queste simpatiche lumache giganti e fucsia, che ancora non avevo avuto l’occasione di vedere? Troppo divertenti!
DSC00787E c’è stato anche il tempo di creare, dopo una veloce visita all’Ikea, un regalino per Monica …
DSC00790Naturalmente tutta cucita a mano!!! Ma dato che è molto semplice penso che ne farò altre a breve.

Un giro al mercatino alla Loggia dei Mercanti mi ha dato un po’ di idee regalifere e penso che domani ci rifarò un salto, ora vediamo.

E ora mi preparo a conoscere Daniela Cerri a
Contromani – Officina Creativa - o il 12 o il 13, dato che l’altra volta non sono potuta andare! E visto che ci sono la ringrazio del pdf sul crochet, ora non ho più scuse devo riprendere il mano l’uncinetto!!!!

Nuova collana di Anti



venerdì 4 dicembre 2009

Alla mafia si risponde inasprendo le confische

La norma passata in Finanziaria compromette i risultati sin qui conseguiti nella confìsca di beni dei mafiosi. Le proposte di Libera e di Avviso pubblico perché il Paese si riappropri di ciò che davvero è "cosa nostra". Gli arresti e le condanne da soli non bastano. È necessario colpire la mafia nei suoi interessi. Le deve essere sottratto il denaro sporco". Iniziativa di Libera
Pio La Torre, grande sindacalista e uomo politico ucciso da cosa nostra, è stato il primo a capile la necessità di attaccare l'economia mafiosa. La legge Rognoni-La Torre del 1982, approvata dopo la sua morte, introduce l'articolo 416 bis, che definisce il reato di associazione mafiosa, e istituisce la confisca dei beni del crimine organizzato. Quattordici anni dopo, nel 1996, Libera raccoglie un milione di firme per una legge, la 109/96, che finalizza la confisca all'uso sociale: le ricchezze mafiose sono un furto alla collettività.
E, come tali, alla collettività devono tornare. Ora quella legge, che ha permesso la confisca di 9.100 beni e l'assegnazione di circa 5 400 (di cui 539 consegnali alle forze di polizia, il resto gestiti da 480 Comuni e da 150 associazioni), rischia di essere tradita nello spirito e mutilata nell'efficacia. Un emendamento della Finanziaria passata in Senato stabilisce infatti che i beni immobili non destinali entro i tempi previsti - ire mesi o sei nei casi più complessi - siano messi in vendita. Data la difficoltà delle procedure e le lungaggini burocratiche, è ipotizzabile che la nonna sia applicata alla totalità dei beni.
Sono infatti ben 3.213 quelli attualmente bloccati all'agenzia del Demanio: il 36 per cento perché soggetti a ipoteche bancarie, il 30 perché occupati, un'altra consistente pane perché beni indivisibili. Libera non ha mai considerato il divieto di vendita come un "dogma" che non ammette eccezioni. In questo caso, però, l'eccezione rischia di diventare la regola, e le prime a rallegrarsene sarebbero proprio le organizzazioni criminali: già ora fanno di tutto per eludere i controlli e riappropriarsi dei beni, figuriamoci se terreni, ville e alberghi fossero messi all'asta!
A essere colpiti, con la credibilità delle istituzioni, sarebbero i risultati di una legge che non si è limitata ad affermare un principio etico, ma l'ha tradotto in metodo, in orizzonte operativo: la lotta alle mafie è efficace se sappiamo saldare il contrasto al crimine con le politiche sociali, i posti di lavoro, i progetti educativi capaci di risvegliare le coscienze, denunciare le complicità e le contiguità, aprire un varco nell'edificio d'illegalità, corruzione, indifferenza su cui si fonda il potere mafioso.
Una legge che ha saldato la legalità alla corresponsabilità, e che ha individuato nelle attività sui beni confiscati una delle chiavi di volta del cambiamento. Non possiamo permetterci di perdere questo patrimonio, di uccidere la speranza che ha generato, di vanificare una ricchezza sociale, etica, culturale nata dalle ricchezze sporche di sangue delle mafie.
Per questo, come Libera e Avviso pubblico, abbiamo chiesto di ritirare l'emendamento. Ma nello spirito costruttivo che ha sempre animato il nostro rapporto con le istituzioni - spirito di servizio da non confondersi col servilismo - non ci limitiamo a dire no: la nostra denuncia vuole essere proposta.
Si rafforzi allora l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. Si introducano norme e organismi che facilitino il riutilizzo sociale dei beni. Venga applicata la nonna che estende la confisca e l'uso sociale alle proprietà dei corrotti. Siano prioritariamente destinati ai familiari delle vittime e ai testimoni di giustizia i proventi dei beni mobili e i soldi sottratti alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra".
don Luigi Ciotti su Famiglia Cristiana | 4 dicembre 2009


http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780



giovedì 3 dicembre 2009


Caro Direttore, molte voci si sono le­vate contro l'emendamento, passato al Senato, secondo il quale i beni confiscati alla mafia possono essere messi all'asta e venduti. A queste voci voglio ag­giungere anche la mia, quasi come un ap­pello perché la Camera elimini questa peri­colosa disposizione, contenuta nella Finan­ziaria.
Ricordo bene quei tempi e quelle iniziati­ve di quasi trent'anni fa. La lotta al terrori­smo, sentita come una grande questione nazionale, aveva richiamato una forte e dif­fusa solidarietà nel Paese. Bisognava che questa solidarietà non andasse perduta ma, piuttosto, impiegata per un'altra gran­de questione nazionale, la lotta alla mafia.
Sulla spinta di questi convincimenti, co­me ministro dell'Interno, prendo l'iniziati­va di un progetto di legge che dia ai pubbli­ci poteri più raffinati e decisivi strumenti di lotta al potere mafioso. Questa iniziativa s'incontra con analogo progetto promosso dall'onorevole Pio La Torre, con quella pas­sione e intelligenza che hanno sempre di­stinto l'azione politica del parlamentare si­ciliano. Pio La Torre è stato davvero uno straordinario combattente contro ogni in­giustizia e ogni sopruso. Era naturale che la lotta alla mafia lo vedesse indiscusso pro­tagonista, come lo è stato fin quando la ma­no mafiosa lo ferma. Ma egli continua a es­sere protagonista ancora oggi; la sua me­moria ci richiama al dovere della lotta e del­la intransigenza.
Requisire la «roba» ai mafiosi significa colpire al cuore il loro potere; vale quanto, e forse più del loro arresto; significa azzera­re il loro comando, togliere di mezzo la ra­gione e l'obiettivo della loro intimidazione; vuol dire far perdere loro il consenso, sgre­tolarne l'insediamento, disperdere la ri­spettabilità della «famiglia». Questa era l'intuizione dei due progetti e della legge che ne è conseguita. Una intuizione che la realtà ha largamente confermato nel corso degli anni.
Non bisogna retrocedere. Mettere in ven­dita all'asta i beni confiscati, come vorreb­be la nuova disposizione della Finanziaria, passata al Senato, è un grosso rischio. Non è assurdo pensare che le cosche mafiose, attraverso intermediari, apparentemente insospettabili, finiscano per tornare in pos­sesso dei beni confiscati partecipando al­l'asta e vincerla. È un rischio che non pos­siamo correre. Se ci sono problemi secon­dari da risolvere, si risolvano. Ma il rischio non possiamo permettercelo.


VIRGINIO ROGNONI su Il Corriere della Sera | 2 dicembre 2009



Mi butto sull’estero!

Ho trovato un bel blog candy, suggerito su Votrevienrose e ho deciso di partecipare, scade il 12 dicembre, accorrete!

image

mercoledì 2 dicembre 2009

Cosa sto leggendo …

libro_carlucci_caruso

Una lucida inchiesta, ben documentata e drammaticamente attuale, visti gli arresti di poche settimane fa nell’ambito dell’operazione “Parco Sud” a carico di alcuni esponenti delle cosche dominanti a Milano e nell’hinterland, i Barbaro e i Papalia. “A Milano comanda la ‘ndrangheta” è un reportage giornalistico di valore perché mescola sapientemente l’attualità processuale con la ricostruzione storica. (Liberainformazione)

Che meraviglia!

aglea1-big

 Bravissima, non c’è altro da dire!

martedì 1 dicembre 2009

La Signora Natale mi porterà un bel dono!!!

Ho vinto il blog candy di Ely e avrò un magnifico regalino della cara Elisabetta; precisamente le avevo suggerito, per usare le sue belle stoffine, delle scarpine troppo carine (SI LO SO STO USANDO TROPPE “INE” MA PERDONATEMELO!) e a lei sono molto piaciute!

il_430xN.104232832

Così ha deciso di premiarmi, che gioia!
Il pattern lo trovate in vendita qui.



Contro la vendita dei beni confiscati, Io ci metto la faccia

Cattura


Ecco la nuova iniziativa di Libera, scaricate l’immagine e fotografatevi anche voi. Potete scaricarla anche da qui

Scaricate il catello "Questo è un Bene, non è in vendita" e inviate le foto all'indirizzo mail foto@libera.it  . La pubblicheranno nell'album.